Al momento stai visualizzando PANE & AZZARDO 3: Numeri e problemi in Emilia Romagna

PRESENTAZIONE: AZZARDO IN EMILIA-ROMAGNA, TRA CRISI ACUTE E SORPASSI. Siamo arrivati alla terza edizione di Pane&azzardo, che continua ad essere l’unica indagine che esamina in dettaglio quanto accade in una Regione italiana sul fronte dell’azzardo. I ritardi e le omissioni con le quali Agenzia Dogane e Monopoli fornisce i dati dell’azzardo sono ormai clamorosi, ed il nostro è un lavoro sempre più difficile. Dal 2020 una norma di Legge vieta la diffusione dei numeri territoriali delle slot, che rappresentano la maggior parte dell’azzardo fisico; con i dati 2023 ADM ha esteso il divieto, senza seri supporti normativi, anche a Lotto e Bingo. Il percorso di oscuramento informativo è proseguito con i dati del 2024, negandoci l’accesso ai dati dell’azzardo online per i Comuni al di sotto dei 10.000 abitanti, vale a dire l’85% dei Comuni italiani. Una vera e propria censura, del tutto arbitraria, che si colloca nella fase dove più forte è l’azione della lobby delle multinazionali dell’azzardo, in corrispondenza a percorsi legislativi che potrebbero cambiare in modo radicale, quanto negativo, una condizione già oggi molto critica. Questo rapporto, in stretto collegamento con il “Libro nero dell’azzardo”, che indaga la dimensione nazionale ed i fenomeni di illegalità interni all’azzardo legale, è stato reso possibile solo grazie a due deputati emiliani che hanno presentato una interrogazione in Commissione Finanze. Negli ultimi sei anni il mondo dell’azzardo italiano ha aggiunto vari record, fra i quali quello dell’opacità e dell’assenza di trasparenza. Questo è accaduto contemporaneamente all’esplosione del gioco online, cresciuto del 153% tra il 2019 ed il 2024, in particolare nelle Regioni e nelle aree del paese ad alta concentrazione di malavita organizzata. Tornare alla casa di vetro, rendendo disponibili tutti i numeri dell’azzardo, come accadeva nel passato, è uno degli obbiettivi di chi presenta questo rapporto. I numeri complicati dell’azzardo in Emilia-Romagna. Il nostro rapporto esamina i dati a livello regionale, provinciale e comunale, oltre che per singolo distretto sanitario. Per contestualizzarli, nella parte iniziale, approfondisce i dati nazionali, che qui non riprendiamo. Nel 2024, in Emilia-Romagna, l’azzardo nel suo complesso ha raggiunto la cifra di 10,2 miliardi di euro. Dieci anni fa, nel 2015, la raccolta era a poco meno di 6 miliardi, con una crescita del 70%. Il superamento della soglia dei 10 miliardi è stato accompagnato, nel 2024, da un sorpasso atteso ma non scontato. Nella media italiana il gioco online, quello su smartphone e PC, ha sorpassato quello fisico già da anni. In Emilia Romagna lo ha fatto nel 2024, raggiungendo il 51% della raccolta complessiva. Un sorpasso nella raccolta, non certo nelle perdite, che continuano ad essere preponderanti nel fisico. Sale a 1,570 miliardi la perdita degli emiliano romagnoli in azzardo; di questi 279 milioni, il 18%, provengono dal canale online, che come detto raccoglie il 51% del giocato. Di conseguenza il gioco fisico raccoglie il 49% del giocato, ma l’82% delle perdite. Il successo dell’online va ricercato anche in questa condizione, più favorevole all’apparenza al giocatore, ma che nella realtà moltiplica le giocate, gonfiando le perdite dei giocatori e creando i medesimi drammi del gioco fisico. L’altro motivo ormai evidente è l’utilizzo del canale online per il riciclaggio di capitali di origine malavitosa, o provenienti dall’economia irregolare. Problemi che toccano in modo drammatico le Regioni del Sud, ed in misura minore l’Emilia-Romagna. Nel 2024 la crescita di quasi 700 milioni di euro del giocato, sull’anno precedente, è il combinato tra la forte crescita del 15,6% del canale online, e la conferma del dato 2023 dei giochi fisici. La media regionale di quanto complessivamente giocato d’azzardo, riferita ai residenti maggiorenni, si attesta nel 2024 a 2.680 euro annui, inferiore del 14% rispetto a quella nazionale. Ma sono tanti i Comuni ed i distretti dove la media nazionale viene superata.

Pane, Sanità, Ospedali e stipendi: il peso delle perdite in azzardo. Il titolo di questo rapporto, “Pane&azzardo”, si riferisce al rapporto tra la raccolta in gioco d’azzardo e la spesa alimentare in Emilia Romagna. Due anni fa a 100 euro nel carrello della spesa corrispondevano 80 euro raccolti nell’azzardo; l’impetuosa crescita dei prezzi dei prodotti alimentari, registrata negli ultimi anni, ha ridotto a 78 quel peso, che resta comunque impressionante. Ma facciamo altri esempi; a quanto corrispondono gli 1,570 miliardi persi nel 2024? I cittadini e le cittadine della nostra Regione hanno perso una somma otto volte superiore allo sbilancio della Sanità pubblica regionale, che nel 2024 si è attestato a 195 milioni. Se magicamente quelle perdite si trasformassero in risorse a disposizione della collettività, in Regione potrebbero essere costruiti e dotati di attrezzature, ogni anno, 12 Ospedali da 500 posti letto. Rapportati al reddito di lavoratori e lavoratrici corrispondono al reddito netto medio di quasi 100.000 di loro; un numero vicinissimo ai 108.000 dipendenti dell’intera provincia di Piacenza. Troppo azzardo in Emilia-Romagna. Una novità del nostro terzo Report è l’analisi della enorme rete territoriale delle slot e degli altri apparecchi da azzardo, presenti nelle videolottery, sale Bingo, nei bar e nelle tabaccherie della Regione. Sono ben 4.050 i luoghi dove è possibile spingere tasti, cercando fortuna. Le mappe consegnano i numeri più forti attorno al tracciato della via Emilia, in corrispondenza dei capoluoghi, con un forte carico sui Comuni costieri, anche legato al turismo. Se poi si rapportano le slot machines e gli apparecchi agli abitanti, si rileva che in realtà la loro presenza è fortemente diversificata, con un peso maggiore nei centri medio piccoli, Appennino compreso. Quali sono i giochi d’azzardo più diffusi in Regione? In Emilia-Romagna tra i giochi fisici le slot (AWP e VLT) rappresentano il 58% di quanto giocato complessivamente on site; a seguire il gratta&vinci, col 20% ed il lotto e superenalotto, con il 10%, mentre le scommesse sportive si fermano al 5%. Scommesse sportive che invece superano il 16% nell’online, dove quasi la metà delle giocate, il 48%, sono relative alle slot online. I giochi da Casinò ed il Poker sfiorano il 20%. Nell’online, il gioco da più parti segnalato come il favorito per il riciclaggio di denaro, il Betting Exchange, si ferma al 3,4%, ma con forti differenze territoriali, ed una evidente emergenza in alcuni Comuni.

Quanti sono i giocatori effettivi in Emilia-Romagna? Nel territorio regionale risultano attivi quasi 1,1 milioni di conti per giochi da remoto, con una raccolta media annuale di 4.800 euro. I giocatori in questo canale sono stimabili in 180.000, con una quota giocata annualmente di 29.000 euro, ed una perdita media di 1.566 euro.

Le crisi acute d’azzardo in Emilia-Romagna. L’impossibilità di pubblicare i dati dell’azzardo fisico comunale, costringendoci a stime, limita la mappatura delle crisi da azzardo in Regione. Non esiste una scissione tra fisico e online; i giocatori, anzi i supergiocatori si muovono indifferentemente sui due canali. Nella molte mappe a corredo del report segnaliamo, in una gradazione di colori dal bianco al nero, le anomalie dell’online e le variazioni più consistenti registrate nel 2024, stimando la raccolta complessiva nei 330 Comuni della Regione. Ne esce un quadro che tocca un centinaio di Comuni e interi distretti. In coda al rapporto i dati sono riassunti in schede a carattere provinciali. Qui sintetizziamo, per provincia, i dati più rilevanti.

Bologna. Nell’azzardo complessivo pro capite Bologna è prima in Regione tra i capoluoghi, ma nel complesso dei dati provinciali è inaspettatamente scesa al secondo posto, con 2.834 euro pro capite. La crisi da azzardo bolognese è ben rappresentata nella mappa dei distretti sanitari, dove si trovano due delle tre aree caratterizzate in Regione dal colore nero: i distretti sanitari “Reno, Lavino e Samoggia” e quello “Pianura ovest”. Particolarità del bolognese è che negli anni la maggior crescita ha riguardato la provincia, trainata dagli incredibili numeri di Comuni come Zola Predosa e Calderara. Nell’arco di sei anni la città di Bologna ha registrato un importante arretramento del gioco fisico, anche frutto, come in altre province, di chiusure adottate dall’Amministrazione, in ottemperanza alla legge Regionale. Un arretramento che non vale però nel 2024, dove anzi si registra una crescita dell’1,6%, secondo le nostre stime. Ma è l’online a registrare numeri pesanti, con un +187%, in sei anni, nell’area metropolitana mentre realtà come San Giovanni in Persiceto, Budrio e Pianoro registrano crescite attorno al 500%. Zola Predosa è un caso nazionale, con una ulteriore poderosa crescita nell’online, che nel 2024 ha registrato 133 milioni giocati, pari a 9.608 euro pro capite. Secondo comune oltre i 10.000 abitanti in Italia, dietro Castel San Giorgio (Sa) e davanti ad Isernia, Patti (Me) e San Cipriano d’Aversa. La grandissima parte del giocato a Zola e Calderara è riferito al Betting Exchange, il più oscuro dei giochi d’azzardo, dove gli stessi giocatori tengono il banco. Nella provincia di Bologna sono stati persi complessivamente, nel 2024, 476 milioni di euro. Un contesto che vede la Città di Bologna crescere di 76 milioni il giocato online, mentre Imola aggiunge 19 milioni. Nell’area dei Comuni da attenzionare entra, nel 2024, anche Sant’Agata Bolognese, che nell’online raddoppia i numeri del 2022, confermandosi al quinto posto in Regione, in una classifica guidata da Zola e Calderara. Nei fatti tutto il territorio bolognese è dentro ad una crisi acuta da azzardo.

Piacenza. La provincia di Piacenza, sorpassando Bologna, diventa prima in Regione per quanto ogni cittadino maggiorenne ha giocato nel 2024. Con 2.837 euro supera Bologna, anche se di appena 3 euro. I motivi di questo sorpasso clamoroso? L’azzardo online nel piacentino cresce in misura nettamente superiore alla media regionale, +21% nel 2024. La città di Piacenza sale al terzo posto tra i capoluoghi per dimensioni del gioco online, mentre è prima nelle stime del gioco fisico. Otto Comuni piacentini hanno registrato una crescita dell’online superiore al 50% nel 2024: sono Rottofreno, Sarmato, Gragnano, Gossolengo, Vigolzone, Travo, Gropparello e Bobbio, che cresce del 146%, posizionandosi al quarto posto nella classifica dei comuni emiliano romagnoli per la raccolta online. Sarmato è tra gli otto Comuni della Regione oltre i 3.000 euro nell’online pro capite, non distante da Travo (2.760), Rottofreno (2.550), Castel San Giovanni e Pianello. Castelvetro Piacentino ha lo sgradito record di essere uno dei quattro Comuni in Regione che superano, nell’azzardo complessivo, i 6.000 euro pro capite, forse effetto della presenza di una videolottery, inseritaall’interno di una attività di bowling. Attività, quest’ultima, pubblicizzata anche dal sito ufficiale di informazione turistica di Piacenza. Piacenza è, a tutti gli effetti, una provincia in crisi acuta da azzardo.

Parma. Le dimensioni del capoluogo ed il suo potere attrattivo nei confronti dei Comuni della cintura hanno portato la città di Parma a numeri importanti nel gioco fisico, mentre nell’online è seconda in Regione tra i capoluoghi, poco sotto Bologna. Clamorosa la crescita a Parma dell’online, con +51,5 milioni in un solo anno, ma è proporzionalmente maggiore la crescita di Sorbolo, con +7,4 milioni. Spicca come anomalo il dato di Polesine Zibello, 2.834 euro pro capite nell’online, unico comune della provincia con un dato superiore alla media nazionale. Al di sotto della media Tizzano Val Parma, che ha il record regionale per la maggior crescita dell’azzardo complessivo, con una stima di +158% in un anno. Da segnalare, nel gioco fisico, il forte peso del Gratta&Vinci, che sfiora in provincia il 25% del complessivo on site; a Piacenza, ad esempio, è il 16%. La media provinciale del giocato complessivo è di 2.450 euro.

Reggio Emilia. Nel gioco fisico si stima una riduzione di quasi il 3%, su base provinciale, largamente compensata dalla crescita del gioco online che si attesta al 10,7%, al di sotto della media regionale, con posizioni di centro classifica sia della provincia che del capoluogo. La media di quanto “investito” dai reggiani in tutti i tipi di azzardo ha raggiunto i 2.655 euro pro capite. Nel canale da remoto sono i distretti sanitari di Scandiano e di Castelnuovo Monti quelli coi numeri più elevati. I Comuni al di sopra della media nazionale sono Boretto e Ventasso, ma soprattutto Casina e Rubiera. A Reggio Emilia il gioco su smartphone e PC è cresciuto in un anno di 32 milioni. Nelle stime di gioco complessivo la maglia nera provinciale spetta ancora una volta a Reggiolo, uno dei quattro Comuni della Regione che superano i 6.000 euro per cittadino maggiorenne. E’ l’effetto di una grande sala Bingo, di forte attrazione, che presenta discutibili commistioni con attività non legate all’azzardo. Numeri elevati anche a Gattatico, Rubiera, San Polo d’Enza, Sant’Ilario. A Reggio si conferma la crisi acuta da azzardo della provincia e del capoluogo, con una continuità significativa con parti critiche del territorio modenese, come il distretto ceramico.

Modena. Nel 2024 la provincia di Modena registra una lievissima riduzione dei numeri del gioco fisico, ed una crescita del 10,4% del gioco online. Nel capoluogo, secondo le nostre stime, l’azzardo complessivo è cresciuto dell’8%. Meno vistosa la crescita di uno dei due poli dell’azzardo provinciale, Carpi, dove si registra nel complesso una crescita del 3%, e decisamente positivo il dato di Sassuolo, dopo anni di crescita incontrollata, che cala del 3%. Ciò nonostante Sassuolo resta prima nell’azzardo complessivo, oltre la soglia dei 4.000 euro, anche a causa di una rete fisica ipertrofica. Sono tre i Comuni che nell’online superano la media nazionale: Montese, Bomporto e Pievepelago. In quest’ultimo centro, in cima alla classifica provinciale e tra i primi in Regione, nonostante un calo del 5% si raggiungono i 3.076 euro pro capite. A Montese, altro Comune dell’Appennino, si registra una crescita del 176% sull’anno precedente. A Nonantola la raccolta è cresciuta di 11 milioni di euro, pari al 77%. La crisi acuta da azzardo dell’intera provincia è confermata dalla media del giocato pro capite, che ha raggiunto i 2.770 euro, il 2% in meno di Piacenza, leader di questa sgradevole classifica. Dal 2019 al 2024 la crescita del gioco online è stata del 170%, in una provincia dove l’azzardo fisico è ancora maggioritario: a Bologna rappresenta il 43% del complessivo, mentre a Modena il 54%. Ultimo dato: la provincia di Modena è quella dove, nell’online, si perde di più, mentre Bologna è quella dove si perde di meno; il dato può essere riferito alle anomalie nel Betting Exchange, che nel Bolognese ha un peso quasi triplo rispetto al modenese.

Ferrara. Nella provincia che occupa l’ultimo posto per spesa in azzardo, in tutte le sue declinazioni, la spesa media complessiva si attesta a 2.261 euro pro capite, il 25% in meno di Piacenza ed il 19% in meno della limitrofa Ravenna. L’area più critica è quella del Distretto Sanitario Ovest, limitrofa ai Distretti sanitari bolognesi con i peggiori numeri in Regione. Nessun Comune del ferrarese supera la media nazionale dell’online. Tutto tranquillo? Assolutamente no. A questa condizione si oppone l’impetuosa crescita del giocato online in numerosi Comuni della provincia, che registra una crescita dell’online del 22,7% in un anno, molto oltre la media regionale. Allo stesso tempo il fisico, secondo le nostre stime, resta fermo ai dati del 2023. Tanti i Comuni con dati pesanti: tra il 25 ed il 30% di crescita Bondeno, Tresignana, Vigarano M., Voghiera, Masi Torello. Riva del Po registra un +40% e Terre del Reno l’85%. Comacchio non cresce nel dato complessivo, ma resta, con la sua rete ipertrofica, la Las Vegas ferrarese. In forte crescita Cento, che crescendo del 10% nell’azzardo complessivo supera largamente la soglia dei 100 milioni, secondo le nostre stime toccando i 108 milioni. Anche il capoluogo cresce del 7%, a causa dei 15 milioni spesi in più dai ferraresi nel 2024.

Ravenna. Nella provincia di Ravenna cala lievemente il gioco fisico, ma l’online cresce del 13,5%, con 50 milioni in più giocati su smartphone e PC. Con 2.694 euro giocati complessivamente per abitante maggiorenne. Nell’online il record spetta ad Alfonsine, al settimo posto in Regione con 3.063 euro pro capite; segue Massa Lombarda con 2.651. Nessun altro Comune è sopra la media nazionale. Nel 2023 Alfonsine aveva raddoppiato il gioco online; di nuovo raddoppia, clamorosamente, nel 2024. Anche Lugo, Cotignola, Solarolo e Massa Lombarda fanno registrare crescite superiori al 50%. Nella somma tra online e fisico, secondo le nostre stime, sono 4 i Comuni del ravennate che superano i 3.000 euro nell’azzardo complessivo: Sant’Agata, Alfonsine, Lugo e Cervia. E’ il piccolo Comune di Sant’Agata sul Santerno a registrare i numeri peggiori della provincia, oltre 4.000 euro, con un forte peso dei giochi fisici. Il capoluogo ha superato i 360 milioni nell’azzardo complessivo, con una crescita del 3%. Con 1.705 ero giocati pro capite nell’online, Ravenna si pone a poca distanza dai Comuni con i peggiori numeri, ma comunque a metà classifica.

Forlì Cesena. Nel gioco online la provincia registra 2.577 euro “investiti” in azzardo per cittadino maggiorenne. Un dato anomalo sembra essere quello della crescita del gioco fisico, attorno al 4%, diversamente dalla gran parte delle altre province. Dal 2019 al 2024 il gioco online è esattamente triplicato nella provincia di Forlì–Cesena, dato tra i più vistosi a livello regionale. Borghi è il Comune dove si gioca di più online, con 2.906 euro pro capite, più lontana Santa Sofia, con 2.231 euro. Diversi i Comuni con una crescita importante dell’online rispetto all’anno precedente; oltre il +50% ci sono Borghi, Galeata, Civitella e Meldola. Per le nostre stime, nel giocato su entrambi i canali, il Comune di Forlì cresce del 6% e quello di Cesena quasi del 9%. Vistosi i 19 milioni di maggiori giocate online, apparsi nel 2024 a Cesena ed i 10 di Forlì. Nel complesso dell’azzardo in provincia i numeri peggiori sono a Castrocaro Terme e Cesenatico, entrambi oltre i 4.000 euro pro capite, in prevalenza nel canale fisico. Poco sotto Savignano e Gatteo.

Rimini. Rimini ha il record regionale nella crescita dell’online, con un clamoroso +25,6%, 90 milioni in più dell’anno precedente. Di questi 44 si sono aggiunti a Rimini, 14 a Riccione e 14 a Bellaria, dove la crescita in un anno è stata superiore al 50%. La provincia di Rimini scala così la classifica del gioco online, diventando seconda in Regione dietro Bologna. Nel riminese si trova, nelle nostre mappe dell’online, uno dei tre Distretti sanitari colorati in nero: quello di Riccione. Nell’azzardo complessivo la provincia di Rimini diventa terza in Regione, con 2.775 euro per abitante maggiorenne. L’altro record di Rimini è quello della maggior riduzione, in un anno, del gioco fisico, calato in provincia del 3,3%, forse collegato alla contestuale enorme crescita dell’online. Per quel che riguarda il gioco fisico, in particolare le slot, va considerato il peso del turismo estivo; in questo senso si segnalano le dimensioni del Gratta&Vinci sul giocato fisico complessivo, il maggiore in Regione con il 25,6%. Quattro i Comuni oltre la media nazionale dell’online. Montefiore Conca è il terzo Comune in Regione, dietro a Zola Predosa e Calderara, con 3.395 euro; seguono Bellaria-Igea marina (2.716 euro), Riccione con 2.532 euro, San Clemente e Misano. Quest’ultima è prima in provincia nel gioco complessivo per maggiorenne. Con l’esplosione dell’online la provincia di Rimini entra decisamente nel novero delle crisi acute d’azzardo in Regione.

Dopo tutti questi numeri. Dopo tutti questi numeri poche parole. L’azzardo e la sua crescita incontrollata sono una delle emergenze del nostro Paese e della nostra Regione. Dilaga tra i più giovani, pesa sempre di più sui redditi di uomini e donne, occupa sempre più spazi. Lo Stato è dipendente dall’azzardo, dalle entrate per tasse, incapace di approntare un minimo bilancio sociale che dia conto anche delle uscite. Chi ha voluto questo rapporto, sempre di più, si occupa di uscite: di drammi personali, familiari, a volte aziendali. Si occupa della domanda di assistenza di figli e figlie, di padri e madri, di nonni e nonne. Più spesso ci interroghiamo sui silenzi, sui troppi silenzi attorno all’azzardo. Questa catasta di numeri, di dati, va tradotta in lacrime e sudore, in carne e sangue delle persone alle quali l’azzardo ha travolto la vita. Noi ci opponiamo ai silenzi, ma anche alle rumorose esaltazioni per una singola vincita, che non danno mai conto delle mille sconfitte. Tra le sconfitte non vorremmo annoverare, tra qualche mese, la cancellazione di una Legge Regionale come la nostra, che è stata utile a tanti Amministratori per tentare di contenere l’azzardo ed i suoi effetti.Ma anche qui, al momento, troppi silenzi.

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