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SEI ANNI DI AZZARDO NELL’UNIONE DEL SORBARA.

Questo rapporto esamina in dettaglio l’evoluzione, nell’arco di sei anni, dei numeri dell’azzardo nei Comuni che compongono l’Unione del Sorbara, in provincia di Modena. Unione che ha promosso questa analisi, all’interno del più complessivo e storico lavoro in materia di contenimento delle dipendenze, dei disturbi e più in generale degli effetti sociali del gioco d’azzardo, in stretta collaborazione con l’Azienda USL.

Il lavoro che presentiamo si inserisce all’interno di quello più complessivo di Federconsumatori in materia di azzardo, a partire dai report nazionali (Il libro nero dell’azzardo e Non così piccoli), a quelli regionali, a carattere provinciale o di singoli distretti sanitari. Un lavoro sempre più difficile, a seguito della restrizione alla diffusione dei dati adottata dal Parlamento nel 2019, con l’incomprensibile divieto di pubblicizzazione dei dati delle slot, i giochi fisici più diffusi. Da allora, progressivamente, Agenzia Dogane e Monopoli ha esteso tali divieti, senza seri supporti normativi, prima ad altri giochi fisici e poi, dal 2025, al fenomeno in maggiore crescita: l’azzardo online. A fronte di una nostra ripetuta richiesta di accesso agli atti, avanzata ad ADM, sono stati negati i dati dell’azzardo online per i Comuni al di sotto dei 10.000 abitanti, che sono l’85% dei quasi 8.000 Comuni italiani; tra questi Bastiglia, Ravarino e San Cesario. Tutto ciò a fronte di non dimostrati rischi alla libertà d’impresa delle multinazionali dell’azzardo. Questo rapporto non sarebbe quindi esistito senza la disponibilità di due deputati, che hanno ottenuto per vie parlamentari i dati dell’azzardo online in ogni singolo Comune italiano, e li hanno resi disponibili. I dati relativi al gioco fisico vanno invece intesi come stime di Federconsumatori, e sono essenziali per esaminare il peso dell’azzardo complessivo nei sei Comuni dell’Unione del Sorbara. Nell’arco di sei anni l’azzardo cresce, a livello nazionale, del 42,5%. Dentro a questo numero l’azzardo da remoto è quasi triplicato. I 157 miliardi raccolti nel 2024 hanno superato largamente i 134 miliardi di finanziamento al Servizio Sanitario Nazionale. Numeri spaventosi, con le perdite degli italiani che hanno raggiunto i 23 miliardi, praticamente le dimensioni di una Finanziaria. Numeri che si comprendono meglio quando si declinano a livello locale, perché costringono ad interrogarsi sulla natura e sugli effetti di questo fenomeno. Se l’azzardo fisico è già di per sé poco visibile, quello online, che nell’Unione del Sorbara ha da tempo sorpassato quello fisico, è invisibile. O meglio, lo è in assenza di dati e numeri, e della loro declinazione nel territorio in termine di effetti economici e sociali.

I numeri del Sorbara. Le anomalie dell’online.

Tra il 2019 ed il 2024 l’azzardo complessivo nell’Unione passa da 102,6 milioni ad una stima di 155/157 milioni, con una crescita tra il 51 ed il 53%. Una crescita enorme, concentrata nel canale online, passato in sei anni da 31,6 a 94,8 milioni. Con l’azzardo su smartphone e PC che triplica i suoi numeri va registrato un significativo arretramento del canale fisico, che cala in sei anni da 71 a 61 milioni (-14%). Sono tendenze non distanti da quelle nazionali e regionali, ma in questo distretto sono più marcate. Sbaglia però chi immagina che a fronte dell’avanzata dell’online, sia inevitabile il declino dei giochi fisici; al contrario Slot, Superenalotto, Gratta & Vinci, scommesse sportive restano fortissime, con una offerta sempre più vasta. Il calo nazionale è determinato essenzialmente dallo spostamento di volumi di gioco delle Slot (AWP e VLT), spesso di dubbia origine, dal fisico all’online. Slot online che da sole assorbono, nell’Unione, la metà del giocato in remoto. Decisamente importante è poi la diversa “redditività” delle due tipologie di Slot; il pay-out, vale a dire quanto torna mediamente nelle tasche dei giocatori, è del 65% nel caso delle AWP, le slot da bar, mentre raggiunge l’84% nel caso delle VLT, le slot delle sale specializzate. Nell’online, dove sono assenti i costi tipici di una sala slot, si sale invece al 94%. Limitando il confronto all’anno precedente, nel 2024 la crescita complessiva nell’Unione è stata del 7,9%. La giocata media per residente maggiorenne è stata nel 2024 di 2.427 euro, inferiore del 12% alla media provinciale, trainata dai distretti con i numeri peggiori, Terre d’Argine e Distretto Ceramico. Una media che comprende la lieve riduzione dell’1% del gioco fisico e la notevole crescita dell’online, vicina al 15%. Dentro quest’ultimo dato si registrano significative differenze trai sei Comuni, con Ravarino e Castelfranco che calano, dopo anni di forti crescite, mentre crescono sopra media Bomporto e San Cesario. Elevatissima la crescita dell’online a Nonantola, dove la raccolta è cresciuta di 11 milioni di euro, con un vistoso +77% in un solo anno. Ma è Bomporto ad avere il dato più forte nell’azzardo online, con una crescita mai interrotta, che ha portato in questo segmento a registrare ben 2.540 euro pro capite nella fascia d’età 18-74 anni, superiore del 50% alla media Unionale, e del 35% alla media nazionale dei Comuni al di sotto dei 10.000 abitanti. Anche altri Comuni dell’Unione hanno dati sui quali riflettere: pur restando al di sotto delle medie Bastiglia quadruplica i numeri dell’online in sei anni. E’ una buona notizia che Ravarino veda un calo del 43% dell’online, rispetto al pessimo dato 2023, ma sarebbe interessante conoscere l’origine di spostamenti così repentini. A San Cesario le giocate online crescono di 5,3 milioni, con un clamoroso +124%, con 2.042 euro giocati nell’online pro capite nel 2024, quasi il doppio di Bastiglia. Venendo ai pochi giochi fisici di cui è possibile riferire, per il Gratta&Vinci è Bomporto ad avere la maggior spesa, con 297 euro pro capite per maggiorenne, a poca distanza da Nonantola, con 286 euro. Il Betting Exchange è da più parti segnalato come il gioco online più oscuro, con il banco tenuto dagli stessi giocatori e con più che probabili fenomeni di riciclaggio di capitali sporchi. Nell’Unione resta su numeri contenuti, tra lo 0,4% e l’1,6%, tranne che a Castelfranco, dove sale al 6,2% del complesso delle giocate online. E’ un numero che va tenuto sott’occhio.

La rete dell’azzardo fisico nell’Unione del Sorbara.

Come detto vige il divieto di pubblicazione dei dati locali delle slot; questo impedisce di verificare non solo gli effetti di aperture di sale, ma rende più complesso esaminare anche eventuali anomalie nei fatturati, nel numero dei dipendenti, nei bilanci, non sempre pubblicati. La rete delle Slot e degli apparecchi elettronici nelle sale, nei bar e nelle tabaccherie dei sei Comuni dell’Unione è decisamente ampia, con 59 luoghi dove è possibile spingere i tasti di AWP e VLT, fare scommesse sportive e giocare al Lotto. Nel rapporto per abitanti la rete del Sorbara è simile a quella delle Terre d’Argine, più ampia di quella della città di Modena, ma distante dalle Unioni con la maggiore presenza di slot pro capite, come le Terre dei Castelli e il Frignano. Nell’Unione è Bomporto il centro con la maggior presenza di strutture, nove, sempre in rapporto agli abitanti. Tutti i Comuni hanno dato corso nel tempo alla importante Legge Regionale 5/2013, hanno mappato l’azzardo nel territorio, hanno applicato il distanziometro e sono intervenuti, in alcuni casi, per contenere gli orari di apertura. La Legge Regionale, da sempre avversata dalle imprese e dalle associazioni del settore, è oggi a rischio di una forte revisione, se non di una cancellazione, in favore di norme nazionali di minimo spessore, che porterebbero ad una ulteriore crescita della rete dell’azzardo.

Quanto hanno perso cittadini e cittadini dell’Unione.

Nel 2024, nei sei Comuni dell’Unione, sono stati persi complessivamente 20 milioni di euro. Negli ultimi sei anni la perdita ha raggiunto i 100 milioni di euro. Risorse sottratte ai bilanci personali e familiari, in una condizione generale di pesante arretramento del potere d’acquisto di salari e pensioni. Ma proprio la crisi dei redditi è uno degli elementi che spiegano l’anomalia italiana dell’azzardo, dove siamo primi assoluti per perdite, superiori al Regno Unito e quasi doppiando Francia e Germania. Eurostat ha certificato una crescita media dei redditi reali in Europa del 22% nell’arco di vent’anni. Solo due Paesi sono arretrati, Grecia e Italia, che registra un calo del 4%. L’azzardo è un moltiplicatore di diseguaglianze, pesa enormemente di più sui redditi medi e bassi; si basa sul desiderio di risolvere i propri problemi con un solo colpo fortunato, che fa cambiare radicalmente la propria vita. Ogni anno nell’Unione vengono persi in azzardo i redditi da lavoro medi di 1.100 uomini e donne a tempo pieno. Altri esempi dell’enormità di queste perdite? Se fosse possibile trasferire le perdite da azzardo del solo 2024 in opere pubbliche potrebbe essere edificata nel territorio una CRA, una struttura residenziale per anziani non autosufficienti, da 200/250 posti, comprensiva dei costi di gestione. Ovviamente non funziona così, ma è importante che si trasferiscano questi numeri nella vita del territorio.

Contenere l’azzardo è possibile.

La crescita esponenziale dell’azzardo è stata determinata da più fattori; uno di questi è certamente la normalizzazione dell’azzardo. La pubblicità è teoricamente vietata, ma oggi può capitare di assistere in televisione ad una partita di calcio dove tutti i giocatori hanno sulla maglia i nomi delle maggiori società di scommesse, mentre sui tabelloni elettronici passano ossessivamente quelli di altre multinazionali dell’azzardo. Tra il primo ed il secondo tempo spot a tema, conditi dalla più che discutibile campagna di Eurobet sul cosiddetto “gioco responsabile”. Normalizzare l’azzardo vuol dire accettare che ragazzi e ragazze, intenti a videogiochi in rete, ricevano costantemente proposte di azzardo online, con l’offerta di un piccolo capitale iniziale. Normalizzare l’azzardo vuol dire pubblicizzarlo attraverso le vincite, sulla stampa e sui social, pubblicando acriticamente i comunicati stampa delle aziende dell’azzardo. Più che opportuno e condivisibile l’appello dei Sindaci della provincia di Modena su questo tema, purtroppo passato nel silenzio. Per la sua importanza lo pubblichiamo in coda al rapporto. Per contenere l’azzardo sono necessarie molte azioni, a partire da quelle legislative. Nessuno propone in Italia di vietare l’azzardo, ma è necessario ridurre le occasioni ed i luoghi nei quali si esercita, mentre il divieto di pubblicità deve essere rispettato. Vanno erette solide barriere tra ragazzi e ragazze e l’azzardo, anche attraverso la promozione del gioco sano, e promuovendo una instancabile attività educativa nelle scuole. Va maggiormente contrastato l’evidente utilizzo del gioco online per il riciclaggio di capitali sporchi, in particolare nelle regioni e città con gravi fenomeni malavitosi. Bisogna promuovere bilanci sociali, che mettano a fianco delle entrate portate dalla tassazione dell’azzardo al bilancio statale, anche le uscite, i costi sociali, i drammi personali e familiari. E’ necessario che la salute pubblica ed il Bene Comune tornino al centro dell’azione legislativa, al di sopra di una malintesa libertà d’impresa. Il rapporto che presentiamo è un piccolo contributo in questa direzione.

Federconsumatori Modena APS

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