Al momento stai visualizzando 3° RAPPORTOSULL’AZZARDO LEGALE IN PROVINCIA DI MODENA

MODENA, UNA PROVINCIA CHE SPRECA TROPPE RISORSE NELL’AZZARDO

Questo è il terzo rapporto che Acli, Arci e Federconsumatori di Modena dedicano all’azzardo nella nostra provincia, in collaborazione con la Caritas Diocesana e il Centro di Ricerca su Discriminazioni e vulnerabilità (CRID – Unimore), con il patrocinio di Azienda USL di Modena oltre che di diverse Unioni e Comuni. Non solo numeri, tabelle e raffronti, ma un esame in profondità di un fenomeno in continua crescita, a Modena e a livello nazionale. Un fenomeno che deve essere letto nell’intreccio con le difficoltà degli italiani, a partire dalle fasce più deboli, e quindi assieme alla crescita delle diseguaglianze, sociali ed economiche; senza dimenticare il sempre più evidente interesse della malavita organizzata per l’azzardo, legale e illegale. Un quadro, però, sempre più difficile da ricostruire. Ringraziamo l’Agenzia Dogane e Monopoli per i dati forniti, che ci consentono di mappare, seppur parzialmente, l’azzardo nella nostra provincia. Ma contestiamo con forza i tempi di comunicazione pubblica di quell’Ente, con i dati ufficiali del 2022 (disponibili da ormai 10 mesi) non ancora presentati al momento in cui esce questo rapporto. Non solo, alla fine del 2019 è stato deciso dal Governo il divieto di pubblicizzazione dei dati più rilevanti dell’azzardo fisico: quelli di dettaglio provinciale e comunale delle VLT e AWP, le macchinette mangiasoldi presenti nelle sale slot ed in troppi bar. Nessun motivo valido, per molti un favore alla ricchissima e assai attiva lobby dell’azzardo. Un danno forte per tutti coloro che, a livello locale, hanno necessità di quei numeri per valutare gli aspetti sanitari e sociali della presenza nel proprio territorio di macchine dalle luci scintillanti, ma spesso devastanti per chi vi è seduto davanti. Parte di questo rapporto è quindi fatto di stime, delle quali ci assumiamo la responsabilità, partendo dal fatto che nel passato sono state sufficientemente corrette.

A Modena azzerato il reddito di 16.000 lavoratori e lavoratrici.

La raccolta complessiva dei giochi d’azzardo nel 2022 in provincia di Modena è stimabile in 1,52 miliardi di euro, corrispondenti a 2.392 euro mediamente giocati da ogni residente maggiorenne. Il volume complessivamente giocato nei 47 comuni modenesi ha registrato nel 2022 una crescita del 32% rispetto all’anno precedente. Va ricordato però che nel 2021, con le restrizioni portate dalla pandemia, le sale gioco erano state chiuse per sei mesi, così come non erano attive le macchinette mangiasoldi nei bar. I tre quarti dell’incremento del giocato complessivo, stimato per l’annualità 2022, sono quindi determinati dalla crescita della raccolta fisica, che si avvicina ai numeri del 2019. La raccolta da remoto cresce comunque in modo rilevante e il gambling online rappresenta ormai il 43% del volume complessivo dell’azzardo provinciale. Era la metà, il 21,3%, nel 2019.Per l’anno in corso, il 2023, stimiamo un ulteriore incremento del volume di giocate complessive (fisico e da remoto) che potrebbe sfiorare gli 1,63 miliardi di euro, con il canale online che crescerà ancora, oltre il 45%. Nella provincia di Modena non è ancora avvenuto il sorpasso dell’online sul fisico, che però potrebbe registrarsi nel 2024/25. Se l’incredibile spesa dei modenesi in azzardo ha ormai superato il miliardo e mezzo di euro, a quanto ammontano le perdite complessive? In un solo anno, tra Finale Emilia e Fiumalbo, sono stati buttati 270 milioni di euro. Quanti sono? Immaginate 16.000 uomini e donne, lavoratori dipendenti a tempo pieno. Hanno mediamente una retribuzione di 1.300 euro, per 13 mensilità. Sono persone che si alzano presto alla mattina e dopo una dura giornata di lavoro tornano a casa la sera. Con il salario ricevuto mantengono sé stessi e la famiglia, e con quelle risorse progettano il proprio futuro. Ora azzerate tutto, perché i 270 milioni buttati nell’azzardo corrispondono proprio al reddito da lavoro di 16.000 donne e uomini della nostra provincia. Troppo melodrammatico? Allora pensate che la più moderna struttura sanitaria della nostra provincia, l’Ospedale di Baggiovara, è costato in dodici anni di lavoro, 190 milioni e che il terribile buco della Sanità modenese è di 149 milioni. Ovviamente non esistono 16.000 persone il cui reddito è stato azzerato, anche perché i giocatori in provincia sono molti di più. Stimiamo che nel solo gioco online siano coinvolti, con diverso grado di intensità, quasi 26.000 modenesi, che spendono mediamente oltre 24.000 euro all’anno, perdendo, sempre mediamente, 1.281 euro a testa.

Gioco on-line, in quattro anni nel modenese è più che raddoppiato.

Non esiste una dicotomia fisico-online, e spesso i giocatori sono gli stessi, operativi su entrambi i canali. Ma è sul gioco online che va alzata in questo momento l’attenzione; va fatto anche nel modenese, dove sono stati giocati nel 2022 ben 643,9 milioni di euro su smartphone, tablet e pc, con una crescita sull’anno precedente del 16,7%, ma soprattutto con il largo raddoppio delle cifre del 2019, quando l’ammontare era stato di 283 milioni. Togliamo3di mezzo alcuni equivoci: questa crescita vorticosa non è dovuta, se non in piccola parte, agli effetti della pandemia, che avrebbe spostato sull’online i volumi del fisico. Come detto, il gioco fisico sta tornando ai livelli precedenti, ed i motivi della gran parte di questa crescita vanno quindi ricercati altrove. Di certo questa rapidissima crescita non può essere considerata frutto della crescita delle competenze digitali dei modenesi; un fenomeno continuo, ma lento. I motivi sono soprattutto altri: la crescita fortissima e continua dell’offerta di giochi online, la loro forte visibilità in rete, che aggira troppo facilmente il divieto di pubblicità. Quindi l’irrompere di una fascia di giocatori nuovi, i giovani, e spesso i giovanissimi, che a volte utilizzano false identità. Infine, l’utilizzo del canale online legale come luogo di riciclaggio di capitali sporchi, sia della malavita organizzata che provenienti da attività economiche caratterizzate da irregolarità. Ad esempio, il settore dell’edilizia, i settori imprenditoriali a forte presenza di stranieri e alcune aree della logistica. Per una analisi di dettaglio rinviamo al “Libro nero dell’azzardo”, dedicato proprio al gaming online; un rapporto presentato alla Camera dei deputati da CGIL e Federconsumatori nazionali, e curato da Federconsumatori Modena.

Sassuolo, Carpi e Pievepelago.

Nel modenese le due principali realtà per il gioco fisico lo sono anche per il gioco online, ad accrescere quell’effetto “Las Vegas” che da tempo segnaliamo in capo a Sassuolo e Carpi. Ma l’elenco dei comuni dove la spesa pro capite nell’online supera i 1.500 euro è lunga, con la conferma di una sorpresa in testa: Pievepelago. Il comune appenninico merita un approfondimento; 3.301 euro pro-capite sono una enormità, sia rispetto la media provinciale che nel raffronto con le confinanti Riolunato (423 euro) e Fiumalbo (495 euro). Pievepelago ha poco più di 2.000 abitanti complessivi, e quelli nella fascia 18-74 anni hanno investito nel gioco online, in una realtà caratterizzata da forti limiti nella rete, la bellezza di 5.166.228 euro. Cosa succede a Pievepelago, che anche negli anni precedenti aveva registrato questo inatteso record? Non lo sappiamo, ma si tratta di scegliere tra poche ipotesi: uno o due giocatori “professionisti” che hanno fatto “sballare” le medie investendo legalmente diversi milioni, oppure una frequente operazione di ripulitura di capitali sporchi, sempre da parte di uno o due giocatori, sempre attraverso il Poker Texas Hold’em. In ogni caso, anche quest’anno i “professionisti” di Pievepelago non se la sono cavata bene, registrando una perdita di 200.000 euro. Troverete nel rapporto una mappa che dà conto, con il colore nero, degli altri comuni con dati anomali: tra tutti Sassuolo, con 2.084 euro pro-capite nell’online, ed una cifra complessiva difficile da quantificare, ma certamente non distante dai 3.600 euro pro capite. Sassuolo è ormai un caso nazionale, una emergenza che merita un’attenzione che fino ad ora non è stata a livello dei problemi. Sassuolo ha l’urgenza di affrontare con decisione diversi aspetti, in un modo largo, che coinvolga il territorio e le sue rappresentanze. Speriamo accada nel futuro, e che si possano trattare anche temi caldi, come il sovraindebitamento e il contrasto all’usura, spesso collegati all’azzardo. Si registrano numeri elevati nel gioco online anche a Camposanto, Carpi, Castelvetro, Campogalliano, Bomporto, Novi e Formigine; invece, Modena, ovviamente prima per raccolta con 155 milioni nel solo on-line, è al ventitreesimo posto come giocato pro-capite, largamente al di sotto della media provinciale. La città di Modena, protagonista di una stagione di applicazione rigorosa della Legge Regionale in materia di distanziamento, può sicuramente vantare gli effetti di quel lavoro rispetto ai numeri dell’azzardo: numeri che restano imponenti, ma che non proiettano il capoluogo nei primi posti nemmeno nel gioco fisico, a partire dal Gratta&Vinci, dove si classifica in nona posizione. Quello dell’applicazione della nostra Legge regionale è sicuramente un tema di grande rilevanza; recentemente una discutibile sentenza del TAR, avversa al Comune di Carpi che aveva limitato l’attività di una sala slot, ha impedito che anche in quella realtà si desse corso, nei dovuti tempi e modi, al rispetto delle distanze tra luoghi dell’azzardo e luoghi sensibili, come scuole e centri d’aggregazione.

Dopo la grande crescita rincula il Gratta&Vinci, ma sono diverse le anomalie.

Venendo al gioco fisico del quale sono disponibili i numeri, il Gratta&Vinci, va rilevato che nella provincia si registra nel 2022 un calo pressoché generalizzato, nell’ordine dell’11,4% medio. Un calo che interviene dopo l’enorme crescita del 2021, e che attesta la provincia a 155 milioni giocati. Gioco popolare per eccellenza, scarsamente percepito come azzardo vero e proprio, ma che muove le stesse problematiche dei giochi maggiori, colpendo però in questo caso in modo significativo la popolazione anziana, ma con la crescita di altre fasce, come gli operai, gli impiegati, e come le ragazze, queste ultime attive sui formati di minor importo. Il Gratta&Vinci pesa un quarto dell’on-line, ma le perdite sono superiori, a causa del basso grado di “restituzione” di questo gioco, che nel 2022 ha visto il Banco, a Modena, trattenere il 27,43%. I dati di dettaglio consentono di verificare numeri anomali a San Possidonio, ancora una volta regina di questo gioco con 455 euro pro-capite, a Fiorano (410 euro), a Sassuolo, Vignola, Maranello e (chi si rivede!) Pievepelago. Uno degli effetti delle vincite importanti al Gratta&Vinci è quello della pubblicità gratuita che viene fatta a questo gioco. Una vincita scatena le solite domande, rimbalzate con abbondanza da stampa e TV: “Chi sarà? È del luogo? Che se ne farà di tutti questi soldi? Si farà vivo?” E quindi le immagini dei tabaccai in festa, lo striscione “Qui vinti X milioni!”. Una pubblicità efficacissima, perché le vendite nel comune, nella tabaccheria, nel bar, nel breve termine si moltiplicano. È il caso di Vignola nel 2022, sarà il caso nel 2023 di Sestola, dove sono stati vinti, alla fine del 2022, cinque milioni di euro al Gratta&Vinci. Nell’enfasi del momento è sempre difficile far notare che quanto trattenuto dal Banco, a livello generale, non cambia; per un vincente ci saranno decine di migliaia di perdenti e tra di loro ci sarà chi, a causa degli eccessi nel gioco, si ammalerà, perderà il posto di lavoro, si rivolgerà ai Servizi Sociali del Comune per chiedere aiuto. Magari allo stesso Comune di Sestola.

Meglio saperlo: se non cambia nulla l’azzardo vincerà. Anche a Modena.

Acli, Arci e Federconsumatori operano, nei rispettivi ambiti, per un contenimento dell’azzardo, e quindi perché si riducano le patologie ed i drammi ad esso collegati. Lavorano sulla comunicazione, sul lavoro educativo, a partire da quello verso i ragazzi e le ragazze, oggi i soggetti più esposti. In provincia di Modena tanto è stato fatto, a partire dal grande lavoro dell’Azienda USL e di tante Unioni e Comuni. Dopo alcuni anni di appannamento, dovuti anche alla pandemia, sta riprendendo vigore l’azione di quanti credono che sia indispensabile un vero bilancio sociale dell’azzardo. Che vadano calcolate non solo le entrate per tasse, ma anche le uscite. Certo, è difficile calcolare il peso economico di una disgregazione familiare, di una vita che non si avvia o si interrompe troppo presto. Delle persone in percorsi di cura, magari più volte, di un anziano che si ripiega su sé stesso dopo aver perso i propri risparmi, di una donna vittima dell’usura, di un ragazzo che si progetta da adulto giocatore professionista, per poi finire ai margini di tutto. Difficile fare questi calcoli, ma va fatto, è indispensabile. E poi pensate alle tendenze di crescita che vi abbiamo presentato, alla penetrazione dell’azzardo ovunque, pensate ai problemi di legalità che causa. Provate a pensare alla nostra provincia nel 2030 in assenza di forti interventi e nell’ipotesi, a questo punto forse non più solo fantascientifica, di proseguimento della recente tendenza di crescita. In tale scenario il miliardo e mezzo giocato del 2022 potrebbe diventare quattro miliardi, i 270 milioni buttati nel 2022 diventerebbero 700 milioni. Pensate alle 16.000 donne e uomini dal salario azzerato, che diventano 35.000, forse di più. Pensate, per favore, al disastro che ci attende se non ci impegniamo tutti per invertire questi numeri. Si può fare, concretamente, solo se si diffonde la coscienza che così non possiamo continuare.

Di certo non è un lavoro semplice; sono necessarie regole nuove, norme che tutelino i più deboli, che diano alle Amministrazioni locali maggiori poteri di contenimento dell’azzardo, che salvaguardino per davvero i ragazzi e le ragazze: quelli di oggi, quelli del 2030 e oltre ancora.

Marzio GovoniPresidente Federconsumatori Modena

APSAnna Lisa Lamazzi Presidente ARCI Modena

Silviana Siggillino Presidente ACLI Modena

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