Al momento stai visualizzando BANCHE: SCHIZZANO IN ALTO GLI INTERESSI SUI PRESTITI, MA SONO ANCORA VICINI ALLO ZERO GLI INTERESSI SUI CONTI CORRENTI

I superprofitti non sono una esclusiva del settore dell’Energia. Da poco è stato resa nota la rilevantissima crescita degli utili netti delle prime cinque Banche italiane, che rappresentano quasi metà del mercato bancario. Una crescita del 66% complessiva nel 2022, che stride con le difficoltà di cittadini, famiglie e imprese, e che avviene nell’anno della guerra in Europa, nel cuore di una drammatica crisi energetica e con una inflazione galoppante che ha eroso salari e pensioni. Dopo le azioni messe in campo dalla BCE i grafici della Banca d’Italia mostrano la rapidità con la quale sono state adeguati i tassi bancari sui prestiti; chi ha optato a suo tempo per un mutuo variabile per l’acquisto di una abitazione, e non è passato per tempo al mutuo fisso, oggi si trova alle prese con rate mensili in crescita di 200/300 euro. Non si tratta, come erroneamente si ritiene, di una parte marginale: ben il 40% dei mutui sono variabili. Oggi gli interessi sui mutui prima casa sono schizzati verso il 4%, mentre per il credito al consumo si sfiora ormai il 10%.

In questo contesto se la passano male anche i proprietari dei 1.100 miliardi di euro depositati nei conti correnti italiani. Somme pesantemente erose non solo dall’inflazione, ma anche dalla continua ed ingiustificata crescita di commissioni e spese applicate dalle Banche, prossime a superare i 100 euro medi per conto corrente. La remunerazione media, che negli anni è stata prossima allo zero è “salita” negli ultimi mesi allo 0,1/0,2%. Una condizione inaccettabile, che recentemente ha spinto la Banca d’Italia, nel suo compito di tutela dei cittadini, a chiedere correzioni di comportamento alle Banche.

Cosa può fare un cliente insoddisfatto del rendimento del proprio conto corrente o delle spese che sono fatte sostenere? Inutile attendere che sia la Banca a modificare le condizioni in autonomia. Bisogna negoziare, bisogna chiedere di elevare alla minima decenza il rendimento, di ridurre i costi. Cosa evidentemente resa possibile dagli eccellenti risultati di tutto il sistema bancario. Bisogna mettere in campo il possibile trasferimento della propria posizione, se non si trova disponibilità. Bisogna in definitiva “movimentare” un mercato che, per quel che riguarda i clienti privati, è troppo statico, troppo favorevole alle Banche.

Infine ricordiamo che, in generale, a fronte di comportamenti ritenuti irregolari e scorretti, il cliente si può tutelare direttamente con un reclamo alla Banca. In caso di insoddisfazione o a fronte di una mancata risposta si può ricorrere all’Arbitro bancario e finanziario, e presentare un esposto alla Banca d’Italia. Tutte situazioni nelle quali i cittadini possono essere assistiti dalle Associazioni dei Consumatori.

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