Al momento stai visualizzando Dal 1° agosto a Modena, Reggio Emilia e Piacenza il biglietto del bus passa a 2 euro. Via Libera alle richieste di Seta che non pubblica nessun dato a sostegno. Un aumento del 33% che rimanda gli “utenti occasionali” all’uso del mezzo privato”

Via libera dei sindaci dei comuni di Modena, Reggio Emilia e Piacenza alle richieste di SETA per l’aumento delle tariffe del biglietto dell’autobus che dal 1° agosto 2026 passa da 1,50 a 2 euro con un incremento di oltre il 33%. Ancora una volta cittadini e utenti apprendono questi pesanti provvedimenti a giochi fatti e senza alcun coinvolgimento delle associazioni di consumatori e utenti che incontrando in questi giorni sia SETA che AMO, l’Agenzia della Mobilità di Modena, non hanno ricevuto alcuna informazione del provvedimento, di cui entrambe erano sicuramente a conoscenza .

Un pesante aumento che affluirà nelle casse di SETA, un’impresa pubblica sostenuta da contributi pubblici, che non ritiene doveroso spiegare a cittadini e utenti quali sono le motivazioni che giustificano il provvedimento, una richiesta delle associazioni inevasa da settembre scorso. Evidentemente diversa l’opinione delle amministrazioni comunali interessate, che ora ritengono appropriate le “analisi economiche e qualitative” fornite loro da SETA. Una condivisione molto impegnativa per i comuni e premiante verso un’impresa che ha ridotto per mesi le corse previste dal contratto di servizio per mancanza di autisti, dimostrando nei fatti ben poca lungimiranza imprenditoriale.

Oltre agli aumenti dei biglietti singoli, le amministrazioni comunali di Modena e Reggio hanno pubblicato anche gli importi (invariati) degli abbonamenti, “sterilizzati” per i prossimi tre anni. Un impegno delle amministrazioni che apre a interrogativi sul costo reale di questi abbonamenti evidentemente più alti di quanto indicato nelle tabelle, con risorse aggiuntive che affluiscono comunque nelle casse del gestore SETA. Un passaggio delicato e poco trasparente, non ammissibile per risorse pagate direttamente da cittadini e utenti.

Un passaggio complesso che comprende anche la stessa Regione Emilia Romagna che, mentre rimborsa gli abbonamenti agli studenti, non contribuisce maggiormente a cofinanziare il trasporto pubblico locale come previsto dalle legge di riforma nazionale. Pur consapevoli che il settore versa in grave difficoltà, scaricare sulle famiglie e sugli utenti il costo del trasporto pubblico significa contraddire le scelte politiche fino ad ora dichiarate a sostegno di una “transizione energetica sostenibile” tali azioni dovranno essere spiegate ai cittadini.

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