Al momento stai visualizzando CICLO INTEGRATO DEI RIFIUTI URBANI INDAGINE SULLA SODDISFAZIONE DELL’UTENZA DOMESTICA FOCUS SUL COMUNE DI MODENA

Premessa

L’indagine di Federconsumatori sul livello di soddisfazione dei cittadini rispetto alla gestione del ciclo dei rifiuti a Modena e Carpi giunge, non a caso, in un momento di importanti cambiamenti. Cambiamenti nelle modalità di raccolta che peseranno non poco sui cittadini, e che saranno un elemento non secondario del giudizio che gli stessi daranno nel futuro sui propri Amministratori. La nostra indagine, che in gran parte si riferisce alle modalità attuali, e solo in piccola parte a quelle future, cerca di dare voce proprio ai cittadini, alle loro richieste, osservazioni, persino alle contraddizioni che emergono. Lo facciamo da Associazione che condivide pienamente, ed in modo attivo, l’obbiettivo di contenimento della produzione di rifiuti, della crescita della raccolta differenziata, dell’adozione della buona prassi del riuso dei materiali e soprattutto del reale riciclo e recupero di quanto raccolto, migliorando su alcune frazioni di rifiuto le performance attuali.

Per Federconsumatori è indispensabile che i cittadini siano sempre più consapevoli che il tema del contenimento e trattamento dei rifiuti è centrale nella ricerca della sostenibilità ambientale. Perché questa consapevolezza cresca bisogna però innescare dei percorsi partecipati che fino ad oggi non ci sono stati, o si sono soltanto intravisti. La mera comunicazione di decisioni assunte ed immutabili, unita spesso alla rigidità dei modelli di raccolta scelti, contribuisce alla disaffezione preoccupante di tanti, ed alla preoccupante crescita dei contrari assoluti. E’ quindi per noi necessario uscire dalla logica della mera informazione delle decisioni assunte, del volantino nella cassetta della posta; è necessario un investimento sul senso civico dei cittadini, rendendoli partecipi ad un progetto di comunità, anche attraverso originali percorsi di partecipazione attorno alle proposte delle Amministrazioni comunali e dei Gestori del servizio. Ma sono i Comuni che debbono essere, con chiarezza, il principale interlocutore dei cittadini, rispondendo a quel bisogno di partecipazione. E’ un percorso obbligato? Certo che no. Ma poi non dobbiamo stupirci se cresce la quota di cittadini, una minoranza consistente, radicalmente oppositori di ogni innovazione, e a volte di ogni modalità di raccolta differenziata. Non ci si può stupire se diventa largamente maggioritaria la valutazione di un non miglioramento, e spesso di un peggioramento del livello di servizio rispetto al passato, uno degli elementi forti di questa indagine. Oltre a questo non sono pochi i risultati inattesi della nostra indagine, positivi e negativi. Trai primi certamente va citato il livello di partecipazione: le 3.103 risposte complessive ad un questionario non breve e non banale, sono molto di più di un semplice campione. Poi va registrata la passione che in tanti hanno dimostrato, rispondendo in modo massiccio e non consueto alle molte domande aperte. Risposte che hanno reso complessa la loro sintesi, ma che sono la dimostrazione di una voglia di partecipazione inattesa attorno ad un tema, quello della gestione dei rifiuti, considerato tra quelli fondamentali dalla grandissima maggioranza dei rispondenti.

Abbiamo deciso di separare la presentazione del rapporto in due parti, rispettivamente dedicate a Modena e a Carpi. Molte le questioni simili, ma tante le differenze, a partire dalle scelte fatte nel passato e quelle fatte per il futuro prossimo. La separazione delle indagini è utile anche ad evitare una lettura meramente comparatoria; le condizioni di Modena e Carpi sono diverse, rispetto alla raccolta rifiuti, come dimostrano le percentuali di raccolta differenziata, con la prima al 63,3% e la seconda già all’86,3% nel 2020. Quella delle diverse modalità di raccolta e dei diversi regolamenti tariffari nei Comuni della nostra provincia è un tema sul quale prima o poi sarà necessario riflettere; esprime a nostro parere una concezione dell’autonomia amministrativa non esemplare, e foriera di confusione e disorientamento in molti.

Questa prima parte del rapporto riguarda quindi le utenze domestiche della città di Modena, mentre nei prossimi giorni presenteremo a Carpi i risultati raccolti in quella città.

I MODENESI E LA RACCOLTA DEI RIFIUTI: i 5 elementi principali

Il primo elementoè quello del giudizio sul livello generale di pulizia della città, positivo per quasi il 75% dei rispondenti. Un dato molto positivo e non scontato, che va però letto tenendo conto delle numerose osservazioni critiche anche da parte di chi si è espresso positivamente. Critiche che si sono concentrate sulla pulizia dei parchi e delle aree verdi, delle strade e dei portici, delle frazioni, sulla leggibilità delle fatture e sugli sportelli informativi.

Il secondo elemento è il buon livello di gradimento rispetto alle attuali modalità di raccolta rifiuti; una modalità che però a breve andrà a superamento. Un superamento obbligato e dovuto, che avviene con ritardo rispetto ad altri Comuni. Delle attuali modalità i cittadini modenesi apprezzano la grande semplicità nel conferimento dei rifiuti. Modena è una città dove si è tardato ad introdurre un modello di raccolta rifiuti coerente con la normativa vigente, ed i numeri della raccolta differenziata lo dimostrano a sufficienza. Quella che all’apparenza è una contraddizione può essere però il punto di forza per l’attuazione delle nuove modalità, che all’epoca del sondaggio erano ancora poco conosciute dai modenesi.

Il terzo elemento è quello dell’emergere della figura di un cittadino che può essere definito “ambientalista-realista”. Il 77% dei modenesi considera prioritario l’obbiettivo della riduzione complessiva dei rifiuti, anche agendo alla fonte, nella riduzione degli imballi. Un “ambientalista realista”, dicevamo, che vuole che i suoi sforzi siano compensati riducendo le tariffe, che i comportamenti virtuosi vengano premiati, che gli abbandoni vengano puniti severamente, che cessi il “turismo” dei rifiuti da un Comune all’altro. Sorprende che un tema sia stato considerato marginale rispetto ad altri: quello di un termovalizzatore posto a poca distanza dalla città. Una struttura che, bisogna ricordare, nell’attuale forma è destinata ad essere superata nel 2035; una distanza temporale più vicina di quanto sembri.

Il quarto elemento riguarda, ed è davvero una valutazione molto diffusa, la percezione di non miglioramento, ed in parte di peggioramento, della qualità del servizio di igiene urbana. Dentro questa valutazione emerge una ulteriore figura, quella di chi esprime un giudizio radicalmente negativo sul complesso delle attività di raccolta rifiuti e di gestione del ciclo degli stessi. Una minoranza consistente, attorno ad un quarto dei rispondenti, ma che esprimendo i voti più bassi ha portato ad un voto generale sul servizio poco al di sopra della sufficienza. Per capirci, tra chi si è espresso positivamente sono mancati i giudizi di eccellenza, mentre chi si è espresso negativamente ha spesso scelto il voto più basso. Un risultato, il 6,2, che non può da solo rappresentare giudizi articolati ed una indagine complessa.

Il quinto elemento, fondamentale, è il futuro.

Quando si è svolta la nostra indagine era basso il livello di conoscenza da parte dei modenesi delle novità in materia di raccolta rifiuti. Ciò nonostante l’atteggiamento prevalente è stato tutt’altro che ostile al nuovo. Le valutazioni che seguono, pur ispirate ai contenuti generali dell’indagine, sono quindi da ritenersi di Federconsumatori. Dicevamo che partire da un buon giudizio sull’attuale modello è una condizione che può aiutare nella transizione al nuovo, così come lo è conoscere i punti deboli, quelli che in questa indagine sono segnalati dai cittadini. A nostro parere è condivisibile la scelta dell’Amministrazione e di Hera di adottare nella maggior parte della città un modello misto (Porta a porta e cassonetti ad apertura tramite “Carta Smeraldo”, con l’applicazione della tariffa corrispettiva puntuale).

Modena arriva con ritardo a questo appuntamento, ma ha potuto così esaminare gli effetti dei diversi sistemi introdotti in altri Comuni, a partire da Castelfranco Emilia, correggendoli ed adattandoli. Il modello misto, se ben gestito, è sicuramente meno impattante su cittadini e famiglie rispetto a modelli di porta a porta integrale. La scelta di attuare quest’ultimo modello nel solo Centro Storico della città è a nostro parere rischiosa, anche tenuto conto della composizione socio-demografica delle utenze domestiche di quell’area. Diventa indispensabile accompagnare quella scelta con una importante frequenza di passaggi dei mezzi di raccolta, tema quest’ultimo che apre altri fronti problematici. Forse doveva essere valutata la possibilità di mantenere, anche in forma più limitata di oggi, almeno i cassonetti della plastica (il rifiuto più ingombrante) e della carta. Non può essere dimenticato che in questi giorni Bologna ha annunciato la marcia indietro rispetto al modello di porta a porta integrale in Centro Storico e sta valutando la possibilità di inserire la figura “dello spazzino di quartiere”.

Nella fase di avvio deve essere grande la capacità di ascolto dei cittadini da parte di Comune ed Hera; le assemblee sono importanti, come lo è il dialogo individuale, la risposta positiva ai problemi. I cittadini debbono sapere che il modello scelto non è immutabile, che la partecipazione si esprime anche nel segnalare lacune e carenze. In questa fase vanno attivati anche i soggetti capaci di esprimere un importante presidio del territorio, come ad esempio il Controllo di Vicinato. Infine è necessario chiarire che la tariffa potrà cambiare in meglio; che se la Comunità modenese affronterà con successo questa fase ci saranno le condizioni per ridurre le tariffe, a partire dai cittadini più virtuosi. Assieme alla riduzione dell’impatto dei rifiuti sull’ambiente anche questo è un tema degno di stare in un Progetto di Comunità, fatto di obbiettivi per l’Amministrazione Comunale, per Hera, ma anche per i cittadini

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